Olimpiadi Parigi 2024

Le Olimpiadi di Luigi Samele, Olga Kharlan, del maestro Andrea Terenzio. Un’ondata di emozioni per la scherma virtussina, che con i suoi alfieri è stata grande protagonista in quel di Parigi.

Dai due bronzi individuali della coppia Samele-Kharlan, bottino straordinario che incrementa il palmares a Cinque Cerchi dei due sciabolatori, all’impresa del CT Andrea Terenzio e delle “sue” atlete ucraine, capaci di vincere un oro a squadre impensabile fino a poco tempo fa. La Virtus ha fatto davvero le cose in grande a Parigi, dimostrando come il lavoro, quando fatto bene, paghi veramente e che i risultati non sono figli del caso.

 

Samele ha centrato la sua quarta medaglia olimpica, bissando il podio individuale di tre anni fa a Tokyo come nessun altro sciabolatore italiano prima di lui. Un risultato straordinario per l’atleta foggiano, capace di essere ancora decisivo in pedana a 37 anni.

La sua gara è stata un concentrato di emozioni. Al primo turno ha regolato per 15-10 il canadese Gordon per poi superare agli ottavi il primo ostacolo duro, il connazionale Luca Curatoli, costretto ad alzare bandiera bianca davanti al virtussino per 15-12. Nei quarti di finale altra vittoria di misura, questa volta contro l’egiziano Amer (15-13), frenando il suo tentativo di rimonta nelle ultime stoccate.

Approdato alle semifinali, Samele ha subito un blackout prolungato nel match contro lo scatenato sudcoreano Oh, perdendo nettamente 15-5. Per sua fortuna, però, nella sfida valevole per il bronzo olimpico non si è fatto intimorire, prevalendo per 15-12 sull’altro egiziano Elsissy. E regalandosi così una nuova medaglia a Cinque Cerchi.

La stessa che si è messa al collo la collega – e compagna di vita – Olga Kharlan: un bronzo individuale che va ad aggiungersi a quelli già vinti nelle edizioni di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016. Per un totoale di 6 medaglie complessive ai Giochi.
Per la fuoriclasse ucraina si tratta di una nuova perla di una carriera invidiabile, coronamento di un percorso di rinascita (anche mentale) importante maturato tra le mura amiche di Bologna e della Virtus Scherma.

La sua gara è stata ugualmente emozionante. Dopo aver superato abbastanza agevolmente nei primi turni l’azera Bashta (15-6) e l’ungherese Marton (15-7), la Kharlan si è arresa alla n.1 del mondo, la francese Balzer, in semifinale (15-7) abbandonando l’idea di vincere l’oro.
Ma non una medaglia. Infatti nella finalina per il bronzo, è arrivato il capolavoro: rimonta pazzesca sulla sudcoreana Choi, da 5-11 a 15-14, con un finale thrilling degno di un’Olimpiade. E lacrime finali di chi sa di averla fatta grossa.

Non contenta, Olga è stata il faro della sua Nazionale nella vittoria dell’alloro a squadre. Una nazionale ucraina femminile guidata straordinariamente dal maestro virtussino Terenzio, capace di portare in cima all’Olimpo un team preso in mano tre anni fa completamente da ricostruire, che dalle retrovie della scherma che conta, con forza e determinazione – nonostante l’incombere della guerra – è stato capace di risollevarsi e di compiere un’impresa.

La Kharlan è stata determinante in ogni assalto, chiudendo da campionessa la porta in faccia alle avversarie. Ma non da meno sono state le compagne Alina Komashchuk, Olena Kravatska e Yulia Bakastova, capaci di duellare alla pari in assalti molto equilibrati. Alla fine, con l’ennesima superlativa rimonta di Olga, le ucraine ce l’hanno fatto, superando in finale le sudcoreane 45-42 e regalando alla propria Nazionale il secondo oro a squadre dopo Pechino 2008. La prima medaglia a Cinque Cerchi dell’allora diciottenne Kharlan.

Una chiusura del Cerchio perfetta.

credits: Federscherma/Bizzi

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