Lo scenario suggestivo della Terrazza del Pincio a Roma come cornice per scrivere un piccolo pezzo di storia della scherma virtussina. La sciabola Virtus luccica nel tramonto romano grazie alle lame dei suoi alfieri, protagonisti straordinari dei Campionati Italiani Assoluti 2026. Oro e titolo italiano per Michele Gallo, argento per Marco Mastrullo, bronzi per Mattia Rea e Pietro Torre: podio interamente occupato da sciabolatori che si allenano sulle pedane Virtus, con allenatori Virtus. Un trionfo.
La magia prende forma nell’evento più importante della stagione, con gli sciabolatori bianconeri capaci di monopolizzare la scena fin dalle prime battute e arrivare compatti al traguardo finale.

Gallo si conferma il talento più cristallino, arrivando al suo primo titolo nazionale dopo una gara tutta d’assalto, con i soli Torre (15-13 in semifinale) e Mastrullo (15-7 in finale) a dargli un po’ di filo da torcere. Un oro strameritato per un atleta su cui la Virtus ha puntato molto.
Dal canto loro, sia Mastrullo che Torre hanno brillato, regalando una scherma di alto livello. Il primo si è preso un argento abbastanza “sudato” ma di grande spessore dopo i parziali minimi vinti sia su Veccia Scaval (15-13) sia su Rea (15-14); il secondo ha di fatto dominato gli assalti fino alle semifinali, frenato sul più bello dalla verve di Gallo (15-13).

E che dire poi di Mattia Rea, sul terzo gradino del podio dopo una stagione di Coppa del Mondo abbastanza anonima, ma sempre presente tra i migliori atleti della Nazionale. Da evidenziare la bella vittoria 15-14 su Bertini nei quarti di finale.
